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Nicholas Sparks - Le pagine della nostra vita

 

 

"Non sono nulla di speciale, su questo punto non ho dubbi, un uomo come tanti che la pensa come tanti e ha vissuto come tanti. Non mi hanno dedicato monumenti e il mio nome sarà presto dimenticato, ma ho amato qualcuno con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima, e lo considero un dono che mi ha colmato."

"Per i romantici questa è una storia d'amore; i cinici la definirebbero una tragedia. Nella mia mente è un po' tutte e due le cose, e comunque si voglia interpretarne la fine, non cambia il fatto che ha coinvolto una grande parte della mia esistenza determinando la via a seguire."

"Un lampo lacerò il cielo, le fiamme danzavano diffondendo tepore, la pioggia d'ottobre batteva contro i vetri soffocando ogni altro suono. Crollò allora il muro di resistenza edificato nel corso di quattordici anni. Allie sollevò il capo dalla sua spalla, lo fissò con occhi annebbiati e Noah le posò un bacio leggero sulle labrra. Allie avvicinò la mano al volto di lui e gli accarezzò la guancia con la punta delle dita. Noah la baciò di nuovo, sempre con immensa tenerezza, e Allie lo ricambiò, mentre la lunga separazione si dissolveva nella passione."

"...Poi aprì gli occhi e alla luce del fuoco contemplò la bellezza di quel corpo che si muoveva su di lei. Vide il sudore condensarsi sul suo petto in gocce di cristallo che a volte cadevano su di lei come la pioggia, là fuori. E a ogni goccia, a ogni respiro, Allie sentiva che ogni sua responsabilità, ogni sfumatura della sua vita scivolava via nel nulla." (...) "Noah le sussurrò: -Sei l'esaudimento di ogni mia preghiera. Sei un sogno, una musica, e non so come mi sia stato possibile vivere tanto a lungo senza di te. Ti amo, Allie, più di quanto tu immagini. Ti ho sempre amato. Ti amerò per sempre.-"

"Mia carissima Allie,
non so più che altro dirti salvo il fatto che non ho potuto dormire stanotte perchè so che è finita tra noi. Per me è una sensazione strana, che non avrei mai immaginato di provare, ma ripensandoci capisco che non poteva andare altrimenti. Tu e io siamo diversi, veniamo da mondi diversi, eppure tu mi hai insegnato cosa significhi amare e dedicarsi interamente a un'altra persona. Ora io sono migliore di quanto fossi prima. Vorrei che tu non lo dimenticassi mai. Non sono amareggiato per quanto è accaduto. Anzi, mi conforta l'idea che tra noi c'è stato qualcosa di autentico, e sono felice che ci sia stato possibile stare insieme anche se per un così breve periodo di tempo. E se, in qualche luogo remoto e in un futuro lontano, potremo mai rivederci, ciascuno con una sua nuova vita, ti sorriderò con gioia e rammenterò l'estate trascorsa sotto gli alberi, l'estate in cui abbiamo costruito il nostro amore. E forse, per un breve attimo anche tu avrai la stessa sensazione e mi sorriderai e rivivrai i ricordi che abbiamo in comune.
Ti amo, Allie ...
Noah"

 

"Caro Noah,
ti scrivo questa lettera alla luce della candela mentre tu dormi nella stanza da letto che abbiamo condiviso fin dal giorno del  nostro matrimonio.
E sebbene non mi giunga il suono del tuo respiro, so che sei lì e che tra poco mi sdraierò accanto a te come al solito. E il tuo  calore mi avvolgerà confortante guidandomi a poco a poco verso il luogo dove sognerò di te e del meraviglioso uomo che sei.
(...) Sei il mio miglior amico oltre che il mio amante e non so quale dei due io apprezzi di più. Entrambi mi sono indispensabili. Tu  hai qualcosa dentro di te, Noah, qualcosa di bellissimo e di forte. La gentilezza. Ecco quello che vedo quando ti guardo ora. Sei  sempre sereno e pronto alla comprensione, al perdono. Dio è con te, deve essere con te, perchè sei la persona più simile a un  angelo che io abbia mai incontrato.
So che hai pensato che io fossi pazza perchè ti ho fatto scrivere la nostra storia prima di lasciare la nostra casa per sempre, ma ho le mie buone ragioni e ti ringrazio per la tua pazienza. Non te le ho mai dette quelle ragioni, sebbene tu me lo chiedessi, ma adesso è bene che tu sappia.
Abbiamo avuto una vita che la maggior parte della coppie sposate ignora, eppure, quando ti guardo, sono terrorizzata all'idea che tutto ciò finirà ben presto. Conosciamo entrambi la mia prognosi e quel che significa per noi. (...) Ma il mio amore per te è così profondo, così incredibile, che troverò il modo per tornare da te nonostante la malattia. Te lo giuro. Ecco perchè la storia è importante. Quando sarò sola e smarrita tu me la leggerai e convinciti che in qualche modo io capirò che si tratta di noi. E forse, solo forse, riusciremo a essere ancora uniti.
Per favore, non arrabbiarti con me nei giorni in cui non ti riconoscerò più. Ricordati che ti amo, che ti amerò sempre, e che, qualunque cosa accada, ho vissuto la vita più felice possibile. Accanto a te.
Se conservi questa lettera, quando la rileggerai abbi fede in ciò che ti dico adesso. Noah, dovunque tu sia e in qualunque momento ciò accada, io ti amo. Ti amo mentre ti scrivo e ti amo mentre  rileggi questa lettera. mi spiace di non trovare le parole per dirtelo meglio. Ti amo tanto, marito mio.
Tu sei, e sei sempre stato, il mio sogno.
Allie"



(...) "Sono debole e impulsivo, lo so, ma qualcosa dentro di me mi induce a tentare l'impossibile e mi chino su di lei, i nostri volti si toccano. E quando le sue labbra si posano sulle mie, sento un formicolio che non avevo mai avvertito prima, in tutti i nostri anni di vita in comune, però non mi ritraggo. E all'improvviso il miracolo, perchè sento che la sua bocca si schiude e scopro il paradiso perduto, intatto ed eterno come le stelle. Sento il calore del suo corpo e mentre le nostre lingue si incontrano mi concedo di volare in alto, come feci tanti anni fa. Chiudo gli occhi e divento un veliero che fende le onde senza esitazione e senza paura, e Allie è il vento che gonfia le mie vele. Accarezzo di nuovo la sua guancia, prendo la sua mano nella mia, le bacio le labbra, la fronte, e lei respira a fondo, poi mormora: "Oh, Noah... quanto mi sei mancato". Un altro miracolo - il massimo! E non c'è modo di frenare le lacrime mentre cominciamo a galleggiare verso il cielo. Perchè in quel momento, mentre il mondo si colma di prodigi, io sento la mano di lei sulla mia camicia e lentamente, molto lentamente, comincia a slacciare i bottoni a uno a uno."

Nicholas Sparks - Come la prima volta

 

 

 (...) "Sai che cosa ricordo di più dei giorni buoni?" Capii che si riferiva a quelle rare giornate in cui Allie lo riconosceva e scrollai la testa. "Che ci innamoravamo", mi spiegò. "Ecco che cosa ricordo. Nei giorni buoni era come se stessimo ricominciando tutto daccapo." Sorrise. "E' questo che intendo quando dico che lo facevo anche per me. Quando le leggevo quelle pagine era come se la corteggiassi, perchè a volte, anche se molto raramente, lei si rinnamorava di me proprio com'era successo tanti anni prima. Ed è l'emozione più stupenda del mondo. A quante persone è mai stata data questa opportunità? Di avere qualcuno che ami che si innamori di te ripetutamente?"

(...)"Lo sapevi che i cigni si uniscono per la vita?" disse.
"Credevo che fosse soltanto un mito."
"E' vero, invece", insistette Noah. "Allie lo trovava molto romantico. Per lei era la dimostrazione che l'amore è la forza più grande del mondo.

..."Con il tempo, però, ho capito che l'amore non è qualche parolina dolce mormorata a fior di labbra prima di addormentarsi. L'amore si nutre di gesti concreti, di dimostrazioni di devozione nelle cose che facciamo giorno per giorno".

(...) "Vengo qui perchè lo vuole lei", mi rispose.
"Il cigno?" domandai.
"No", mi disse. "Allie".
Al sentire quel nome, mi irrigidii. "Allie vuole che tu dia da mangiare al cigno?".
"Si."
"Come fai a saperlo?"
Lui mi guardò, facendo un sospiro "Perchè è lei", rispose.
"Chi?"
"Il cigno".
Scrollai la testa, perplesso. "Non sono sicuro di capire quello che vuoi dirmi".
"Allie", ripetè. "Ha trovato il modo di tornare da me, come aveva promesso. Mi è bastato cercarla".

"Ci amammo lentamente, con infinita tenerezza, e la passione reciproca fu una scoperta inebriante, irresistibile nella sua novità. Avrei voluto che non finisse mai e continuai a baciarla, sussurrandole parole d'amore".

(...) "Jane?" le chiesi.
"Si?"
"Vorrei chiederti una cosa."
Mi sorrise, appagata.
Esitai, facendo un lungo respiro. "Se dovessi ricominciare daccapo, e stavolta sapendo come andrà tra di noi, mi sposeresti di nuovo?"
Lei rimase in silenzio a lungo, ponderando la domanda. Poi mi accarezzò il petto con aria languida.
"Si", rispose soltanto. "Lo rifarei."
Erano le parole che più anelavo sentire. La strinsi con impeto e le posai le labbra sui capelli, desiderando che quel momento durasse per sempre.
"Ti amo più di quanto tu possa immaginare", dissi. Lei mi baciò il petto. "Lo so", rispose "E ti amo anch'io".

(...)"Le presi le mani e me le portai alle labbra. Un anno di pianificazione, un anno di segreti era giunto al suo naturale compimento. Le baciai dolcemente la punta delle dita, e la guardai negli occhi. "Hai detto che mi avresti sposati di nuovo, ricordi?"

"Ripensai a tutti gli accordi presi di nascosto nei mesi precedenti: le ferie al momento giusto, il fotografo e il ristorante che "casualmente" avevano ricevuto una disdetta proprio per quel giorno, tutti gli invitati pronti a partecipare, squadre di operai che erano stati in grado di "liberarsi" per poter sistemare la casa nel giro di un paio di giorni. Impiegò qualche istante, ma alla fine Jane cominciò a capire e sul suo viso comparve un'espressione incerta. E quando colse fino in fondo il senso di ciò mi fissò incredula e allibita.
"Il mio matrimonio?" La sua voce era appena un sussurro.
Annuii. "Il matrimonio che avrei dovuto offrirti tanto tempo fa".

(...) "Noah", lo chiamai piano. Si voltò sorpreso e mi fissò. Impeigò qualche istante a riconoscermi, ma a poco a poco al sua espressione si rilassò. Ebbi la sensazione di averlo scoperto a fare qualcosa di sbagliato. (...)
"Ti senti bene?" gli chiesi.
"Potrebbe andare meglio", disse, "ma anche peggio."
"Sicuro?"
"Si, sicurissimo."
Poi, forse per rispondere alla mia espressione interrogativa, aggiunse: "E' una nottata così bella. Ho pensato di godermela un po' in pace."
"Qui?"
Annui.
"Perchè?"
Avrei dovuto indovinare il motivo che l'aveva portato a rischiare quella discesa fino al fiume, ma in quel momento non ci pensai.
"Sapevo che non mi aveva lasciato", disse soltanto. "E volevo parlarle."
"A chi?"
Non sembrò udire la mia domanda. Fece un cenno verso il fiume. "Credo che sia venuta per il matrimonio".
A quel punto compresi di colpo quello che stava dicendo e guardai il fiume, senza tuttavia scorgere assolutamente nulla. Scoraggiato e sopraffatto da un improvviso senso di impotenza, mi chiesi se i medici non avessero ragione. Forse mio suocero soffriva davvero di allucinazioni, oppure le emozioni della serata erano state troppo intense per lui. Avevo già aperto la bocca per convincerlo a rientrare in casa, quando le parole mi morirono in gola.
Nell'acqua increspata alle sue spalle, illuminata dal chiaro di luna, la vidi nuotare verso di noi come un'apparizione scaturita dal nulla. In quel paesaggio naturale era maestosa: il suo piumaggio brillava come se fosse d'argento e io chiusi gli occhi, nella speranza di cacciare quell'immagine dalla mia mente. Ma quando li riaprii il cigno nuotava lentamente in cerchio davanti a noi, e allora sorrisi. Era Noah ad avere ragione. Pur non sapendo nè perchè nè come fosse arrivata lì, non nutrivo il minimo dubbio che si trattasse proprio di lei. Avevo visto quel cigno centinaia di volte e, anche da lontano riuscivo a scorgere la piccola macchia nera sul suo petto, proprio all'altezza del cuore."

Nicholas Sparks - Le parole che non ti ho detto

 

"Mia adorata Catherine,
mi manchi amore, come sempre, ma oggi è più dura del solito, perchè il mare ha cantato per me, e la canzone era quella della nostra vita insieme. Mi sembra di averti accanto, mentre scrivo questa lettera e sento il profumo dei fiori di campo che mi hanno sempre ricordato te. (...) Ieri notte ti ho vista in sogno, sul molo vicino a Wrightsville Beach. Il vento ti soffiava tra i capelli e nei tuoi occhi c'era ancora il bagliore del sole al tramonto. Resto colpito vedendoti lì, appoggiata alla balaustra. Come sei bella, di una bellezza che non ho mai trovato in nessun'altra donna. Lentamente m'incammino verso di te e quando alla fine ti volti e guardi, mi accorgo che anche gli altri ti stanno osservando. "La conosci?" sussurrano invidiosi, e mentre mi sorridi, rispondo con la pura verità. "Più del mio cuore." (...) Io sono qui per amarti, per stringerti fra le braccia, per proteggerti. Sono qui per imparare da te e ricevere in cambio il tuo amore. Sono qui perchè non c'è nessun altro luogo in cui vorrei essere. Ma poi, come al solito, mentre siamo vicini incomincia a levarsi la nebbia. (...) Come una nube, inghiotte tutto, si fa più vicina, finchè non resta null'altro all'infuori di noi due. Sento un nodo alla gola e gli occhi mi si riempiono di lacrime, perchè so che per te è venuto il momento di andare. (...) Poi apri le braccia e indietreggi nella nebbia, perchè quello è il tuo posto, non il mio. Vorrei seguirti, ma mi rispondi scuotendo la testa, perchè sappiamo entrambi che è impossibile. E con il cuore a pezzi rimango a guardarti mentre sparisci piano piano. Cerco disperatamente di ricordare ogni particolare di questo momento, ogni particolare di te. Ma presto, sempre troppo presto, la tua immagine svanisce e al nebbia ritorna da dove è venuta, e io resto solo sul molo e non m'importa di ciò che pensano gli altri mentre chino la testa e piango, piango, piango."

"Mia amata Catherine,
dove sei? (...) Prima di incontrarci, vagavo per la vita senza una direzione, senza una ragione. So che, per qualche motivo, ogni passo che ho fatto da quando ho imparato a camminare era un passo verso di te. Eravamo destinati a incontrarci. Ma ora, solo in questa casa, sono giunto alla conclusione che il destino può ferire una persona con la stessa forza con cui può benedirla, e mi ritrovo a domandarmi perchè, fra tutte le persone al mondo che avrei potuto amare, dovevo innamorarmi di una donna che mi sarebbe stata portata via."

"Senza te fra le braccia, sento il vuoto nella mia anima. Mi ritrovo a cercare il tuo viso nella folla: so che è impossibile, ma non posso farne a meno. La mia ricerca è un'impresa interminabile, destinata al fallimento. Tu e io avevamo parlato di ciò che sarebbe successo se le circostanze ci avessero separati, ma non posso mantenere la promessa che ti ho fatto quella notte. Mi spiace, amore mio, ma non ci sarà mai nessun'altra a sostituirti. Le parole che ti ho sussurrato erano follia, e me ne sarei dovuto accorgere allora. Tu, e tu soltanto, sei l'unica cosa che abbia mai agognato, e adesso che te ne sei andata non desidero trovare nessun'altra. Finchè morte non ci separi, abbiamo mormorato all'altare, e sono giunto a credere che quelle parole saranno vere fino al giorno in cui anch'io me ne andrò da questo mondo."

 

"Theresa.... da quando ci siamo incontrati... non so..." Si fermò consapevole di non riuscire a tradurre in parole i propri sentimenti. Sollevò una mano, sfiorandole la guancia con un dito, delicatamente, come una piuma. (...) Cedettero entrambi a ciò che si era andato creando fin dal loro primo incontro. Theresa si lasciò andare contro di lui, avvertendo il calore del suo corpo. Garrett le abbandonò la mano, e cingendola lentamente con le braccia, l'attirò a sè e le diede un tenero bacio sulle labbra. Dopo essersi staccato leggermente per guardarla, la baciò di nuovo, con dolcezza. Lei rispose con passione, mentre sentiva la sua mano salirle lungo la schiena e affondarle tra i capelli."


"Quando stavano insieme aveva l'impressione che Garrett le leggesse nel pensiero: se desiderava che le prendesse la mano, lui gliela stringeva prima ancora che aprisse bocca; se voleva parlare un po' senza essere interrotta, lui ascoltava in silenzio; se voleva sapere che cosa provasse per lei in quel momento particolare, la sua espressione glielo manifestava senza equivoci".

"L'altra volta, quando sei andata via, papà è venuto a farmi la paternale."
"Che cosa ti ha detto?"
"Che se sono felice con te, non devo lasciarti scappare."
"E come pensi di riuscirci?"
"Dovrò sommergerti con il mio carisma."
"Lo hai già fatto."
Lui la guardò, poi si voltò verso il mare. Dopo un attimo parlò a bassa voce. "Allora immagino di doverti dire che ti amo."
Sopra di loro il cielo brillava, gremito di stelle. Qualche nuvola solcava in lontananza l'orizzonte, riflettendo la luce lunare. Theresa lasciò che quelle parole le echeggiassero più volte nella mente."

"Era stata di Catherine l'idea di puntare direttamente a est quella notte, la prima volta che erano usciti con la Happenstance. Nella sua fantasia viaggiavano verso l'Europa, un posto dove sarebbe sempre voluta andare. (...) Ma, naturalmente, non erano mai riusciti a raggiungere l'Europa. Era uno dei suoi principali rimpianti. (...) Una mattina, in un impeto di disperazione, aveva cercato sollievo traducendo i propri sentimenti in parole. Aveva scritto in fretta, senza fermarsi, e la prima lettera gli era venuta lunga quasi cinque pagine. L'aveva portata con se quando era uscito con la barca, e rileggendola gli era venuta un'idea. Dato che la Corrente del Golfo, che lambisce la costa degli Stati Uniti diretta a nord, piega a levante non appena raggiunge le acque più fredde dell'Atlantico, Garrett si era detto che con un po' di fortuna la bottiglia sarebbe giunta fino in Europa e se sarebbe arenata su quelle rive sconosciute, che Catherine avrebbe sempre voluto visitare."

(...)"Con lo sguardo fisso al futuro, vedo il tuo viso e sento la tua voce, sicuro che questa è la via che devo seguire. (...) Mi auguro che questa bottiglia compia la stessa magia, come già fece una volta, e ci riporti insieme. Nei primi giorni dopo la tua partenza, volevo convincermi di poter andare avanti come prima. Ma non era possibile. Ogni volta che guardavo tramontare il sole, pensavo a te. Ogni volta che passavo davanti al telefono, anelavo a chiamarti. Anche quando uscivo in barca non potevo fare altro che pensare a te e ai momenti meravigliosi passati insieme. (...) Per quanto ti amassi, sapevo che la cosa non avrebbe funzionato, se tutti e due non avessimo avuto la certezza che avrei integralmente seguito il cammino che avevo di fronte. (...) Finchè ieri notte ho trovato la  risposta. Nel mio sogno ero sulla spiaggia con Catherine. Il sole splendeva, riflettendosi scintillante sulla sabbia. Camminavamo l'uno di fianco all'altra, e lei ascoltava attenta mentre le parlavo di te, di  noi, dei momenti meravigliosi che avevamo vissuto insieme. Infine, dopo un attimo di esitazione, ho ammesso di amarti, ma di sentirmi in colpa per questo. Lei non ha risposto subito, ma ha continuato a camminare finchè, voltandosi verso di me, mi ha domandato "Perchè?" "Per amor tuo." Di fronte alla mia risposta lei ha sorriso con paziente divertimento, come era solita fare prima di morire. "Oh, Garrett", ha detto infine, accarezzandomi dolcemente il viso, "Chi credi che sia stato a portare la bottiglia fino a lei?"

"Mio Adorato,
(...) Non so se i morti possano tornare su questa terra e muoversi invisibili tra coloro che li hanno amati, ma, se fosse possibile, allora so che sarai sempre con me. Ascoltando l'oceano sentirò la tua voce; Quando una brezza fresca mi accarezzerà la guancia, sarà il tuo spirito che mi passa accanto. Tu non te ne sei andato per sempre, a prescindere da chi entrerà nella mia vita. Tu sei con Dio, accanto alla mia anima, e mi guidi verso un futuro che non so prevedere.
Questo non è un addio, mio amato, ma un ringraziamento. Grazie di essere venuto nella mia vita e di avermi dato gioia, grazie di avermi amata e di aver accettato in cambio il mio amore. Grazie dei ricordi che custodirò per sempre nel cuore. Ma soprattutto grazie per avermi mostrato che verrà un tempo in cui sarò infine capace di lasciarti andare.
Ti Amo. Theresa"

 

Nicholas Sparks - Come un uragano

 

 

"A volte pochi giorni possono cambiare una vita intera e una passione travolgente come un uragano può trasformarsi in amore eterno."

 

"Adrienne prese in mano la conchiglia che loro due avevano trovato in spiaggia una domenica di tanti anni prima. Sapeva ancora di sale, di eternità, conservando intatto il profumo primordiale della vita stessa. Di grandezza media, perfettamente modellata e intatta, era approdata quel giorno sulla riva degli Outer Banks dopo un uragano. Un presagio, aveva pensato lei allora, mentre se la portava all'orecchio dicendo che sentiva il rumore dell'oceano. A quelle parole Paul aveva riso. L'aveva abbracciata, mormorando: "Certo che senti il rumore dell'oceano. Non ti sei accorta che la marea sta salendo alle tue spalle?"

  

 "Si, era tutto perfetto, lui era l'uomo giusto, decise, e l'avrebbe seguito là dove la passione li avrebbe portati. Fuori il cielo era solcato da lampi. Il vento e la pioggia erano uniti in un vortice che sferzava la casa con violenza inaudita. La temperatura nella stanza salì, mentre il fuoco tornava a scoppiettare vivace. Paul le prese teneramente la mano e se la portò alla guancia, chiudendo gli occhi come per imprimersi quella sensazione nella mente. Poi li riaprì, si chinò su di lei e le fece piovere sul viso una serie di baci leggerissimi, prima di posare le labbra sulle sue. (...) Paul le passò le dita tra i capelli e Adrienne gli posò la testa sul petto, ascoltando il battito del suo cuore che si fondeva con il proprio."  

"Paul la tenne stretta per ore, e il suo tenero abbraccio le fece capire che l'affetto e la tenerezza per lui avevano la stessa importanza dell'intimità fisica appena condivisa. Le baciava i capelli, il viso e, ogni volta che le accarezzava una parte del corpo, le ripeteva quanto fosse bella e le diceva di adorarla, con quel suo tono solenne e sicuro che lei aveva già cominciato ad amare. Nel frattempo il cielo era diventato di un nero opaco e collerico. Sabbia e pioggia penetrarono dallo stipite della porta di servizio, che vibrava per la furia dell'uragano. La corrente saltò nelle prime ore del giorno. Così si amarono una seconda volta nell'oscurità più assoluta, guidati dalle loro mani, e quando ebbero finito, si addormentarono abbracciati mentre l'occhio del ciclone passava sopra Rodanthe."

"Più un amore è grande, più grande sarà la tragedia quando finisce. Sono due elementi che vanno sempre insieme."

"Le persone in sostanza non erano poi così diverse fra loro. Giovani e vecchi, maschi e femmine, quasi tutti i suoi conoscenti avevano gli stessi desideri: volevano la pace nel cuore, una volta senza scombussolamenti, la felicità. La differenza, stava nel fatto che gran parte dei giovani sembrava convinta che queste cose si trovassero da qualche parte nel futuro, mentre quasi tutti gli anziani le credevano custodite nel passato."

 

"Quando dormo, sogno di te e, quando mi sveglio, desidero stringerti tra le braccia. Se non altro, questa nostra separazione mi ha fatto capire con maggiore certezza che voglio trascorrere le notti al tuo fianco, e i giorni con il tuo cuore."  

"Se chiudo gli occhi, ti rivedo camminare sulla spiaggia la nostra prima sera insieme. Con la luce dei lampi a illuminarti il viso eri bellissima (...). Ma non è stata solo la tua bellezza a colpirmi. E' stato tutto quello che sei: il tuo coraggio e la tua passione, la saggezza pragmatica con cui guardi il mondo. (...) Salutarti oggi sarà la cosa più difficile che abbia fatto in vita mia e posso giurare che, al mio ritorno, non ti lascerò mai più. Ti amo adesso per quello che abbiamo già condiviso e ti amo in anticipazione di tutto quello che verrà. Conoscerti è stata l'esperienza migliore che abbia mai vissuto. Mi manchi già, ma il mio cuore è sicuro che sarai sempre con me. Nei pochi giorni passati insieme, sei diventata il mio sogno."

Nicholas Sparks - Il posto che cercavo

 
 
(...)"Jeremy trasalì, "Ecco, veramente pensavo solo che, siccome il sindaco..."
"Vuoi che venga con te o no?" lo incalzò lei.
"Si, lo vorrei, ma se tu non..."
"Allora chiedimelo di nuovo".
"Come, scusa?"
"Chiedimi di venire con te stasera. Perchè ti fa piacere, e non ricorrendo alla scusa che non sai come arrivare lì. Dì qualcosa del tipo 'Mi piacerebbe molto portarti fuori a cena stasera. Posso passare a prenderti più tardi?' "
Lui la guardò, cercando di capire se faceva sul serio. "Vuoi che dica così?"
"Se non lo farai, sarà ancora un'idea del sindaco e io non ci verrò. Ma se me lo chiedi devi farlo seriamente, quindi usa il tono giusto."
Jeremy si sentiva insicuro come uno scolaretto.
"Mi piacerebbe molto portarti fuori a cena stasera. Posso passare a prenderti più tardi?".
Lei gli sorrise, portandogli una mano sul braccio.
"Certo, signor Marsh, ne sarei felice".
 

"Ecco, il fatto era... che non si trattava proprio di desiderio. Infatti, più che anelare a stringerla e baciarla, voleva soltanto rivederla. Trascorrere del tempo con lei. Parlarle. Voleva vederla alzare gli occhi al cielo quando lui faceva una battuta, sentire la sua mano sul braccio com'era accaduto il giorno prima. Voleva guardarla mentre si scostava una ciocca di capelli dietro l'orecchio con un gesto nervoso, e ascoltarla mentre gli raccontava delal propria infanzia. E poi chiederle quali fossero i suoi sogni e le sue speranze per il futuro, conoscere i suoi segreti."

 

"Quando se l'era trovato davanti all'improvviso tutto in lui l'aveva attratta - la sorpresa di vederlo arrivare sulla spiaggia, il sorriso pronto e i capelli spettinati, lo sguardo nervoso e sincero - e in quell'istante Jeremy era l'uomo che conosceva sia quello che non conosceva. Anche se al momento non l'aveva ammesso con se stessa, adesso si rendeva conto di voler conoscere la parte che lui le aveva tenuto nascosta, qualunque fosse e dovunque portasse. (...) I loro occhi si incontrarono e in quel momento lei capì che il messaggio che leggeva nel suo sguardo rispecchiava il proprio."

 

"Scusa, dato che non so se ce la farò a venire domani sera", disse porgendole la mano, "vuoi ballare con me?"
"Qui?" Lei alzò lo sguardo sbigottita, il cuore in tumulto. "Adesso?"
Senza aggiungere altro, lui la raggiunse e le prese la mano. Sorridendo, se la portò alla bocca e le baciò le dita prima di
metterla in posizione. Poi, con gli occhi fissi nei suoi, la cinse in vita con l'altro braccio e l'avvicinò a sè. Le accarezzò con il  pollice il dorso della mano, sussurrò il suo nome, e lei si lasciò guidare.
La melodia si diffondeva in sottofondo, mentre loro giravano lentamente in cerchio. Dapprincipio Lexie si sentiva un po' in
imbarazzo, ma poi si rilassò abbandonandosi al calore del suo corpo. Il suo respiro le scaldava il collo, mentre la sua mano scendeva ad accarezzarle la schiena; lei chiuse gli occhi e gli si strinse contro, appoggiandogli la testa sulla spalla e sentendo scivolare via anche l'ultima briciola di determinazione. Era quello che aveva desiderato fin dall'inizio e ora entrambi si muovevano a ritmo con la musica nella minuscola cucina, persi l'uno nell'altra."

"Continuarono a baciarsi a lungo così, con intensità e senza fretta, finchè Lexie si staccò dall'abbraccio. (...) Fecero l'amore lentamente. Mentre si muoveva sopra di lei, lui le sussurrava il proprio amore e ripeteva il suo nome come una preghiera. Le sue mani non si fermavano mai, come se volesse dimostrare a se stesso che lei era vera. Rimasero a letto per ore, facendo l'amore, ridendo piano, accarezzandosi. (...) Quando infine Lexie si addormentò, lui vegliò sul suo sonno. Di tanto in tanto le scostava i capelli dagli occhi, rivivendo quella serata, ricordandone ogni particolare con l'assoluta certezza di aver incontrato la donna con la quale voleva trascorrere il resto della vita."

"Sopra di lui la luna splendeva in cielo come una lampada appesa a un lenzuolo nero. (...) Mancava pochissimo, ormai, Tra un attimo avrebbe visto Lexie e lei lui. Lexie era in piedi proprio dove si era immaginato, inondata dal chiarore argenteo della luna. Aveva un'espressione aperta e dolente, gli occhi che brillavano nel buio. (...) Mentre la guardava, lei tacque e girò la testa. Rimasero a guardarsi in silenzio per un tempo interminabile. (...) Con un groppo in gola stava per girarsi, quando notò l'ombra di una smorfia divertita sul viso di Lexie. "Sai, non dovresti fissare la gente in quel modo", disse lei. "Alle donne piacciono gli uomini che sanno essere discreti."
Jeremy tirò un sospiro di sollievo e fece un passo avanti sorridendo. "no", le mormorò tra i capelli, "alle donne piace un uomo che le segue fino in capo al mondi, o persino a Boone Creek, se necessario."
La strinse a sè e le sollevò il viso per baciarla, sapendo che non l'avrebbe lasciata mai più."

"Sopra di loro, baffi di nuvole coprivano la luna e all'orizzonte si intuiva un temporale in arrivo. Dopo un po', lei si voltò a guardarlo. "Grazie di essere tornato. Di esserti trasferito qui.. di tutto."
"Non avevo scelta. L'amore fa strani scherzi."
Lei sorrise. "Anch'io ti amo, sai.."
"Lo so".
"Che cosa? Non hai intenzione di dirmelo?"
"Perchè, devo?"
"Altrochè! E vedi di usare il tono giusto. Devi dirlo come se lo pensassi davvero."
Lui sorrise, chiedendosi se Lexie avrebbe corretto il suo tono per sempre. "Ti amo, Lexie."

"Allora, dimmi, signor Giornalista Scientifico, dubiti ancora dell'esistenza dei miracoli?"
"Te l'ho appena detto. Sei tu il mio miracolo."
Lei gli appoggiò la testa sulla spalla e gli prese la mano. "Parlo dei miracoli veri. Quando succede qualcosa che non avresti mai ritenuto possibile."
"No", rispose lui. "Credo che, scavando a fondo, si trovi sempre una spiegazione per tutto."
"Anche se un miracolo accadesse a noi?"
(...) Quando Lexie gli fece posare dolcemente la mano sull'addome, lui credette con improvvisa, euforica certezza alle parole che pensava di non udire mai.
"il nostro miracolo è qui", mormorò lei. "E' una bambina."

Nicholas Sparks - Un segreto nel cuore

 
 

"Ci sono i fantasmi e l'amore, e li troverete qui uniti. A chi vorrà ascoltare, questa storia narrerà la verità dell'amore.
(...) Harris Presser era figlio dei proprietari di un piccolo negozio di candele di New Bern. (...) Si innamorò. Kathryn Purdy aveva diciassette anni e i genitori erano molto ricchi. (...) Nonostante la guerra e l'occupazione militare, Harris e Kathryn cominciarono a incontrarsi sulle rive del Neuse nelle sere di inizio estate, finchè i genitori di lei non vennero a saperlo. Dato che consideravano i Presser degli umili bottegai, vietarono alla figlia di frequentare ancora quel giovane. Allora i due innamorati escogitarono un piano. Harris la sera andava al negozio e aspettava il segnale. Quando i genitori di Kathryn dormivano, lei metteva una candela accesa sul davanzale della sua camera e lui la raggiungeva di nascosto. Si arrampicava su una grande quercia che cresceva nel giardino dei Purdy ed entrava dalla finestra in camera della ragazza. In questo modo si vedevano il più spesso possibile e con il passare dei mesi il loro amore crebbe . (...) In quel periodo nelle città venne ordinato il coprifuoco e chiunque fosse stato sorpreso fuori casa la sera, specialmente i giovani, rischiava di essere fucilato. Harris non poteva più vedere Kathryn, ma rimaneva fino a tardi a lavorare nel negozio dei genitori, tenendo una candela accesa in vetrina per far sapere all'amata che pensava a lei. E un giorno, con l'aiuto di un prete comprensivo, riuscì a farle arrivare un messaggio in cui le chiedeva di sposarlo. Se la sua risposta era sì, doveva mettere due candele alla finestra... una per indicare il suo consenso, l'altra per avvertirlo di quando poteva passare a prenderla. Le candele vennero accese quella notte stessa e, nonostante le difficoltà, i due ragazzi vennero uniti in matrimonio poco dopo, al chiaro di luna, dallo stesso prete che aveva consegnato il messaggio. Tutti e tre avevano rischiato la vita per far trionfare l'amore. Purtroppo, però, i genitori di Kathryn in seguito scoprirono una lettera scritta da Harris e andarono dalla figlia a esigere spiegazioni. Lei ammise la verità, rispondendo che tanto ormai loro non potevano fare più nulla. Ma si sbagliava. Pochi giorni dopo, il padre di Kathryn, che era un fornitore del colonnello dell'Unione di stanza a New Bern, contattò l'ufficiale e lo informò che in città c'era una spia confederata, che aveva l'incarico di passare informazioni sulle difese cittadine. Harris Presser fu arrestato e prima di essere giustiziato espresse un ultimo desiderio, che venisse accesa una candela nella vetrina del negozio dei suoi genitori. Quella notte stessa venne impiccato ai rami della grande quercia davanti agli occhi di Kathryn. La ragazza aveva il cuore infranto, e sapeva che il responsabile di quell'atto iniquo era suo padre. Si recò dai genitori di Harris a chiedere che le dessero la candela che era nella vetrina la notte in cui lui era morto, spiegò che la voleva in ricordo di "quel giovane che era stato sempre tanto cortese con lei". Quella sera la tenne accesa assieme alla sua sul davanzale della finestra. I genitori la trovarono morta il mattino dopo: si era suicidata impiccandosi a un ramo della grande quercia. Le due candele arsero per tutta la notte e il giorno successivo, finchè non furono ridotte a mozziconi di cera. Però continuarono a bruciare per tre giorni, quanto era durato il matrimonio di Kathryn e Harris. (...) Ancora oggi, a più di cento anni di distanza, c'è chi sostiene che ci sono candele che ardono alle finestre delle vecchie dimore della zona. E la cosa strana è che tutti quelli che le vedono sono giovani innamorati."
 

"Sarah sollevò la testa e lo baciò. Lui le cinse la schiena con le braccia mentre catturava la sua bocca. (...) Fecero l'amore a lungo. Miles le sussurrò dolci frasi nell'oscurità, accarezzandola e toccandola in continuazione, come per convincersi che fosse vera. (...) Miles le accarezzò i lineamenti delicati del viso con un dito, cercando di ingoiare il groppo che gli si era formato in gola.
"Ti amo", disse, tutte le sue resistenze travolte dalla commozione. Lei gli prese la mano e se la portò al cuore. "Oh, Miles", mormorò. "Anch'io, anch'io... ti amo."

(...)"Successe la notte di Natale. (...) Quella sera, mentre scendeva dall'auto e alzava lo sguardo verso il suo appartamento, rimase stupita. Non credeva ai suoi occhi. Li chiuse, li riaprì lentamente, sperando e pregando che fosse vero.
Lo era.
Sarah sorrise.
Come minuscole stelle, c'erano due candele accese alla finestra. E Miles e Jonah erano in casa ad aspettarla."

Nicholas Sparks - I passi dell'amore

 

 
 
L'amore è sempre paziente,non è mai
geloso.
L'amore non è mai presuntuoso o pieno di
sè.
Non è mai scortese o egoista...
Non si offende e non porta rancore.
L'amore non prova soddisfazione per i
peccati degli altri, ma si delizia della vita.
E' sempre pronto a scusare, a dare fiducia..
a sperare e a resistere a qualsiasi tempesta.

 
"Ecco, vorresti venire al ballo con me?" La mia domanda la colse di sorpresa, me ne resi conto. (...) Invece di rispondere subito, lei lasciò vagare a lungo lo sguardo. Io mi sentii assalire dallo scoraggiamento, convinto che intendesse dirmi di no. (...) Proprio quando ero al culmine della disperazione, lei tornò a guardarmi. Sorrideva leggermente. "Mi piacerebbe", disse infine, "ma a una condizione."
Io mi preparai, sperando che non fosse qualcosa di tremendo. "Quale?"
"Devi promettermi che non ti innamorerai di me."
Capii che scherzava dal modo in cui rise e non riuscii a trattenere un sospiro di sollievo."

 "E tu? Che cosa vuoi fare da grande?" Jamie girò la testa e i suoi occhi assunsero un'espressione distante, che scomparve subito dopo. "Voglio sposarmi", disse a bassa voce. "E quando lo farò, desidero che mio padre mi accompagni all'altare e che ci siano tutti quelli che conosco. La chiesa dovrà essere gremita."

(...)"Non chiedetemi come accadde, perchè non me lo spiego ancora. Un attimo prima ero davanti a Jamie in procinto di avviarmi sul lato della veranda e quello dopo, invece di spostarmi verso le sedie, avevo fatto un passo verso di lei prendendola per mano. Poi la guardai intensamente, avvicinandomi ancora di più. Lei non indietreggiò, ma sgranò lievemente gli occhi e per un attimo mi chiesi se non avessi fatto la mossa sbagliata e se non fosse il caso di tornare indietro. Mi fermai e sorrisi, inclinando la testa di lato e subito dopo vidi che lei aveva chiuso gli occhi e piegato a sua volta il capo e che i nostri visi erano sempre più vicini. Non fu certo un bacio lungo come quelli che si vedono nei film, ma a modo suo fu meraviglioso e tutto quello che rammento di quell'attimo fu che, quando le nostre labbra si toccarono per la prima volta, seppi che ne avrei serbato per sempre il ricordo."

"Sai che è amore quando tutto quello che vuoi è trascorrere il tempo con una persona e per qualche motivo intuisci che anche per lei è lo stesso."

"Le misi un dito sotto il mento, facendole alzare la testa e costringendola  a guardarmi. "Tu sei una persona meravigliosa, Jamie. Sei bella, generosa, gentile... sei tutto quello che vorrei essere io. (...) Nella luce grigiastra di una fredda giornata invernale vidi il suo labbro inferiore che cominciava a tremare. Anche il mio faceva lo stesso e d'un tratto sentii che il cuore batteva più forte. La guardai negli occhi, sorridendole pieno di sentimento, sapendo di non poter più tenermi dentro le parole.
"Ti amo, Jamie", le dissi. "Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata." (...) Non appena le ebbi pronunciate, Jami e chinò il capo e scoppiò a piangere, appoggiandosi contro di me.
"Ti prego, non dire così", mi implorava. "Ti prego..."
"Ma è la verità..." protestai, pensando che non mi credesse. (...) Lei impiegò ancora un minuto a smettere di piangere e alla fine mi guardò. Il suo bacio fu lieve, come l'alito di un passante in una via cittadina, poi mi accarezzò la guancia.
"Non puoi essere innamorato di me, Landon, possiamo essere amici, uscire insieme... ma non puoi amarmi."
"Perchè no?" gridai con voce roca senza riuscire a capire.
"Perchè", disse lentamente, "sono molto malata, Landon."
"E allora? Ti curerai..."
Un sorriso triste le attraversò il viso e allora capii che cosa voleva dirmi. Senza distogliere gli occhi dai miei, pronunciò infine la frase che stordì la mia anima.
"Sto morendo, Landon".

"Ti amo, Jamie", ripetei, ma questa volta lei non si spaventò. I nostri occhi si incontrarono e vidi che i suoi si illuminavano. Lei sospirò e distolse lo sguardo, poi si passò la mano tra i capelli e infine si girò di nuovo verso di me. Io le baciai la mano, sorridendole.
"Anch'io ti amo", bisbigliò infine.
Erano le parole che avevo implorato di sentire."

(...)"Jamie, tutta infagottata, era lì accanto a me in fondo al molo dei vaporetti, mentre intorno a noi scendeva una perfetta sera meridionale. Le indicai un punto lontano, dicendole di avere pazienza. Vedevo i nostri respiri condensarsi nell'aria, due dei suoi per ognuno dei miei. Dovevo sostenerla mentre stavamo in piedi -sembrava più leggera delle foglie di un albero cadute in autunno- ma sapevo che ne sarebbe valsa la pena. Con il trascorrere dei minuti la luna brillante e piena di crateri cominciò la sua ascesa dal mare, gettando sulle acque che si andavano oscurando un prisma di luce che si frantumava in mille parti, una più bella dell'altra. Nello stesso momento il sole scendeva sull'orizzonte nella direzione opposta, tingendo l'aria di rosso, arancio e giallo, come se il cielo avesse d'un tratto aperto le sue porte lasciando sfuggire dai proprio confini tutta la bellezza che conteneva. L'oceano si tinse di oro bianco, mentre le diverse sfumature si riflettevano sulla superficie e le onde rifrangevano la luce cangiante. Lo spettacolo era travolgente, quasi come gli albori del tempo.
Il sole continuava a scendere, lasciando bagliori a perdita d'occhio prima di svanire definitivamente sotto le onde. La luna proseguì nella sua lenta ascesa, scintillante di molte diverse sfumature di giallo, sempre più pallide, prima di diventare del colore delle stelle. Quando infine il cielo divenne nero e le prime stelle cominciarono a brillare remote, l'abbracciai. La baciai teneramente sulle guance e infine sulla bocca.
"Questo", dissi, "è quello che provo per te."

 

 
(...) "Ho pensato ai mesi passati", le dissi. Il suo viso si andava consumando, i capelli cominciavano a perdere lucentezza, ma i
suoi occhi, quei dolci occhi azzurri, erano incantevoli come sempre. Era ancora bellissima. "Anch'io ci ho pensato", mi rispose.
(...)"Quando ti invitai al ballo, mi facesti promettere che non mi sarei innamorato, ma eri certa che sarebbe successo, giusto?" I suoi occhi brillarono maliziosi. "Si."
"Come facevi a saperlo?"
Lei alzò le spalle senza rispondere e per un po' restammo seduti a guardare la pioggia che batteva contro i vetri.
"Quando ti dissi che pregavo per te", disse infine, "a che cosa pensavi mi riferissi?". 

(...) "Lei sollevò lentamente la mano e io gliela baciai, poi mi chinai in avanti  e la baciai anche sulla guancia.
"Mi ami?" le chiesi.
Lei sorrise. "Si."
"Vuoi farmi felice?" mentre glielo domandavo, sentii il cuore accelerare, come impazzito.
Lei distolse lo sguardo, aveva il volto solcato dalla tristezza. "Non so se sono più in grado di farlo".
"Ma se potessi, lo faresti?"
Non riesco a descrivere in maniera adeguata l'intensità dei sentimenti che provavo in quel momento. Amore, rabbia, tristezza,
speranza e paura si mescolavano nel mio animo, acuiti dal nervosismo.
Jamie mi lanciò un'occhiata incuriosita e il mio respiro si fece affannoso. Tutto d'un tratto mi resi conto che non avrei mai
sperimentato nei confronti di un'altra persona un trasporto altrettanto forte. (...)
"Si", disse infine, con la voce debole eppure ancora piena di promesse. "Lo farei." (...) Sorrisi e lei mi manifestò il suo affetto
stringendomi la mano, come per infondermi coraggio per quello che stavo per fare. Fiducioso, mi chinai su di lei e inspirai
profondamente. Quando espirai, queste furono le parole che uscirono dalle labbra con il mio respiro.
"Mi vuoi sposare?"

 
"Proprio come lei voleva, la chiesa era gremita di gente. C'erano più di duecento persone all'interno della chiesa e altrettante fuori, quando venne celebrato il nostro matrimonio. (...) Sebbene Jamie si sentisse debole e non si fosse più alzata dal letto da due settimane, volle a tutti i costi percorrere la navata al braccio del padre. "Per me è molto importante, Landon", mi aveva detto.
"Fa parte del mio sogno, ricordi?" Anche se pensavo che fosse impossibile, avevo annuito. (...) La porta della chiesa si aprì e io vidi Jamie, seduta sulla carrozzella con a fianco un'infermiera. Con tutta la forza che le rimaneva, si alzò, tremando, sostenuta dal padre. Poi, lentamente, si incamminarono lungo la navata, mentre tutti in chiesa trattenevano il fiato per l'emozione. (...)
Ricordo che pensai che erano i passi più difficili che nessuno avesse mai intrapreso.
Ma erano soprattutto i passi dell'amore. (...)
Recitammo la formula del matrimonio. Mio padre mi porse l'anello che la mamma mi aveva aiutato a scegliere e anche lei me ne diede uno. Jamie e io ce li infilammo reciprocamente al dito. Hegbert ci guardò mentre ci scambiavamo gli anelli e poi, quando fummo pronti, ci dichiarò marito e moglie. Io baciai la sposa dolcemente, poi strinsi la mano di Jamie nella mia.
Davanti a Dio e al mondo le avevo promesso il mio amore e la mia devozione, in salute e in malattia, e non mi ero mai sentito meglio. Fu il momento più memorabile della mia vita."  

Nicholas Sparks - Ogni giorno della mia vita

 

 
 
(...) "Sapeva solo che, per qualche oscuro motivo, loro due si completavano a vicenda, e che aveva l'impressione di aver camminato per gran parte della vita lungo una strada che portava inesorabilmente a Lexie."

"Se pensi che sia dura adesso, aspetta e vedrai. Quando credi che le cose non possano andare peggio, peggiorano. E se sei convinta che non possano andare meglio, migliorano. Ma finchè ti ricordi che lo ami e che lui ti ama - e finchè tutte e due vi comporterete di conseguenza - ogni difficoltà fra di voi sarà superata."

"Proprio come Lexie desiderava, la cerimonia fu nel contempo intima e romantica. (...) Un ragazzo del posto, seduto lì vicino, suonava con la chitarra musica rilassante e sulla sabbia era stato tracciato un sentiero di conchiglie, opera dei fratelli di Jeremy. Mentre il sole tramontava all'orizzonte, le fiamme delle torce accese enfatizzavano i colori dorati del cielo. Lexie era a piedi nudi, come Jeremy, e aveva in testa una coroncina di fiori. Doris l'accompagnava con espressione raggiante, dato che la sposa aveva voluto che fosse la nonna a portarla all'altare. (...) Lexie sembrava fluttuare nell'aria mentre avanzava lentamente verso di lui. Teneva in mano un mazzo di fiori di campo. Quando lo raggiunse, Jeremy rimase colpito dalla sua bellezza e sentì il fresco profumo che emanavano i suoi capelli. (...) Il sindaco Gherkin porse gli anelli agli sposi. Con mani tremanti loro se li scambiarono. Allora Jed li dichiarò marito e moglie. Jeremy baciò Lexie teneramente, tenendola per mano. Aveva promesso di amarla e onorarla per sempre davanti a Dio e alla famiglia."

"Lei gli prese la mano e gli baciò le dita. "Ti amo, sai."
"Si, lo so."
"Tu non mi ami?"
"Ti amo più di tutti i pesci del mare e più alto della luna." Lexie lo guardò incuriosita  e lui sorrise. "Era quello che mi diceva la mamma quando ero piccolo."
Lei gli baciò di nuovo le dita. "E tu lo dirai a Claire?"
"Ogni giorno."
In quel momento iniziò un'altra contrazione."

"Nonostante il tumulto emotivo delle ultime ore, guardando con tenerezza la bambina che teneva in braccio d'un tratto Jeremy fu certo che era quello il motivo per cui era venuto al mondo. Per amare un'altra persona. Occuparsi di lei, aiutarla, accollarsi i suoi crucci finchè non fosse stata capace di farlo da sola. Volerle bene incondizionatamente, perchè alla fine era questo che dava senso alla vita. Per amore, Lexie si era spinta fino all'estremo sacrificio, e lui non l'avrebbe delusa.
In quel momento, mentre osservava la figlia attraverso un mare di lacrime, si innamorò perdutamente di lei e desiderò solamente tenerla in braccio e proteggerla per sempre."

"Ti voglio bene", aggiunse lui. "Lo sai quanto?" Claire roteò gli occhi come un'attrice consumata. "Più di tutti i pesci del mare e più alto della luna. Lo so."

"Dopo aver condotto Claire nel punto in cui lui e Lexie avevano visto le luci per la prima volta, si mise seduto e la fece salire sulle ginocchia. Intuendo che stava per accadere qualcosa di speciale, la bambina rimase immobile. (...) Come sempre le luci furono una visione celestiale, salivano e scendevano in maniera pirotecnica, e Jeremy ne rimase incantato quanto la figlia. Quella sera sembrarono indugiare un po' più a lungo del solito e, nell'alone brillante, lui scorse il volto di Claire sfigurato dall'emozione.
"E' la mamma?" chiese lei alla fine. La sua voce era simile al sussurro della brezza tra i rami.
Jeremy sentì un nodo in gola. Nel silenzio della notte sembrava che non ci fosse nessun altro al mondo. Fece un profondo respiro, ricordando Lexie, convinto che lei fosse lì con loro, e che stesse sorridendo felice nel vedere che sua figlia e suo marito stavano bene insieme.
"Si", rispose tenendola stretta. "Probabilmente voleva conoscerti."

Nicholas Sparks - Un cuore in silenzio

 
 

"Se non senti parlare il tuo cuore, ascolta il suo silenzio. A volte il vero amore arriva sottovoce".

"Rimasero in silenzio, finchè Denise fece un passettino avanti, guardò in basso, alzò lo sguardo su Taylor, quindi piegò la testa, avvicinandosi al suo viso. Lesse la sorpresa nei suoi occhi quando lo baciò dolcemente sulle labbra. Era stato solo un contatto fugace, ma lui si meravigliò della sensazione che gli aveva suscitato. "Sono contenta che tu sia venuto a cercare proprio me", gli disse.
Ancora con indosso il pigiama e i capelli spettinati, era assolutamente perfetta".

"Nelle ultime due settimane mi hai reso più felice di quanto lo sia stata da molto tempo." Taylor rimase colpito dall'intensità del sentimento che traspariva dietro le sue parole. Era così sincera, vulnerabile, assolutamente bella...
Alla luce delle candele, mentre erano seduti vicini, lei lo guardava schietta, con gli occhi accesi di mistero e di passione, e fu in quel momento che Taylor McAden si innamorò di Denise Holton. Tutti gli anni passati a chiedersi che cosa significasse esattamente, tutti quegli anni di solitudine lo avevano portato a quel magico momento. (...) Allungò il braccio e le prese la mano, sentendo la sua pelle morbida contro la propria mentre era sommerso da un'ondata di tenerezza. Le toccò la guancia e Denise chiuse gli occhi, per imprimersi nella mente il ricordo di quel gesto. Intuiva il significato profondo della carezza di Taylor, delle sue parole lasciate inespresse. Non perchè lo conoscesse bene. Lo sapeva perchè si era innamorata di lui in quel preciso istante."

"Ti ricordi quand'eri bambina, alla vigilia di Natale? Ricordi come a volte l'attesa fosse più emozionante dell'aprire i regali il giorno dopo?" Le chiese Taylor.
"Si."
"Era quello che temevo. Avevo sognato tante volte come sarebbe stata tra di noi..." Si fermò, in cerca delle parole più adatte per esprimere l'idea.
"Vuoi dire che l'attesa è stata più eccitante di ieri notte?" chiese lei.
"No, non hai capito. Tutto il contrario. Ieri notte è stato meraviglioso... tu sei stata meravigliosa. Era tutto perfetto, magico... credo che mi renda triste pensare che non ci sarà più una prima volta con te."

"Sai che è vietato cogliere i fiori dalle dune. Ti racconto la storia del loro nome.
Il fiore di Jobell ha preso il nome da Joe Bell, un uomo vissuto su quest'isola molto tempo fa. A quanto pare era innamorato di una donna, che però finì per sposare un altro. Affranto, si trasferì negli Outer Banks con l'intenzione di trascorrere il resto della vita da eremita. Ma il primo mattino, al risveglio nella sua nuova casa, dalla veranda notò una donna che camminava sulla spiaggia, aveva l'aria terribilmente triste e solitaria. Tornava tutte le mattine alla stessa ora e alla fine lui si decise ad andarle incontro, ma quando lo vide, lei si girò di scatto e corse via. Joe pensò di averla fatta fuggire per sempre, ma il mattino dopo la donna camminava di nuovo sulla spiaggia. Questa volta, quando le si avvicinò, non fuggì e lui rimase immediatamente colpito dalla sua straordinaria bellezza. Parlarono per tutto il giorno, poi per quello successivo, e ben presto tra loro sbocciò la passione. Come per magia, proprio mentre lui si innamorava, dietro alla sua casa sbocciarono dei fiori mai visti prima in questa zona. A mano a mano che il suo amore cresceva, i fiori si diffondevano e a fine estate erano diventati uno splendido oceano di colore. Fu in quel periodo che Joe si mise in ginocchio e le chiese di sposarlo. Lei disse di si e allora lui colse qualche fiore e glielo offrì, ma stranamente la donna si ritrasse, rifiutandosi di accettarli. Il giorno del matrimonio gli spiegò il motivo del rifiuto. 'Questi fiori sono il simbolo vivente del nostro amore', disse. 'Se muoiono, morirà anche il nostro amore.' Joe rimase terrorizzato da quella affermazione... per qualche ragione in cuor suo sentiva che non erano mai state pronunciate parole più vere. Allora cominciò a piantare quei fiori lungo la distesa di spiaggia dove si erano incontrati e quindi su tutti gli Outer Banks, a testimonianza del suo amore per la moglie. E ogni anno, all'aumentare della distesa fiorita, il loro legame diventava sempre più profondo."

"Hai visto quello che abbiamo fatto?"
"Vuoi dire spargere i pop corn su tutti i mobili?"
Lui rise. "Vieni, donna di poca fede. Anche tu, Kyle. Mostriamo alla mamma quello che abbiamo fatto ieri sera."
Uscirono in veranda e Taylor indicò il giardino sul retro. Lei rimase senza parole. Lungo tutto il retro della casa erano piantati nelle aiuole dei fiori di Jobell. "Sei stato tu?" chiese.
"Io e Kyle", rispose Taylor, con una punta di orgoglio nella voce di fronte alla sua evidente felicità".

"Taylor la guardò senza capire. Judy lo fissò negli occhi, con lo sguardo d'un tratto acceso. "Anche se avessi saputo che cosa era destino che succedesse a tuo padre, lo avrei sposato ugualmente. Anche se avessi saputo che saremmo rimasti insieme solo per undici anni, non li avrei cambiati con nient'altro al mondo. Lo capisci? Sì, sarebbe stato magnifico invecchiare insieme, ma questo non significa che rimpianga il tempo trascorso con lui. Amare qualcuno ed essere ricambiati è l'esperienza più preziosa." 

"Ti amo, Denise", mormorò di nuovo. "Ti amo tanto. Farei qualunque cosa per avere un'altra possibilità e ti prometto che, se me la darai, non ti lascerò mai più."
Lei chiuse gli occhi, abbandonandosi al suo abbraccio prima di staccarsi. (...) Sospirò e tornò a guardare Taylor. Lui l'amava. Era la semplice verità. E anche lei lo amava. Tornò ad abbracciarlo con la consapevolezza che il temporale imminente non aveva niente a che fare con loro."

"L'unica cosa che mancava in quel quadretto idillico era la staccionata con i paletti bianchi, che sarebbe arrivata la settimana successiva. (...) La loro casa. La casa dei McAden. Sebbene fosse sposata da più di un anno, quella parola la faceva ancora sognare. Denise e Taylor Mc Aden. Suonava bene e lei se lo ripeteva spesso. (...) Taylor le diede un bacio mentre Kyle andava in camera sua.
"Allora, dov'è il piccolino?" domandò.
Lei indicò l'angolo della veranda. "Dorme ancora." (...) Si avvicinarono insieme alla culla nell'angolo e Taylor si piegò per guardare da vicino, una cosa che faceva spesso, come se non potesse ancora credere di essere stato responsabile della creazione di una nuova vita. Allungò il braccio e accarezzò delicatamente la testa del figlio. "Sembra così sereno", mormorò, incantato. Denise gli posò una mano sulla spalla. "E' bello" disse.
Taylor girò la testa e guardò la donna che amava, poi tornò a fissare il figlio. Si chinò su di lui e lo baciò sulla fronte. "Hai sentito, Mitch? Tua madre ti trova bello."

Nicholas Sparks - Tre settimane un mondo

 

(...) "La mamma prese l'abitudine di venirsi a sdraiare con noi la sera, infilandosi in uno dei nostri letti. Mentre era lì, ci chiedeva com'era andata la giornata e noi le rispondevamo sottovoce, confidandole tutti i pensieri che ci passavano per la testa. (...) Era calda e morbida, come un cuscino riscaldato, e quei pochi momenti rubati ci sembravano il paradiso.
Anche papà veniva a darci la buonanotte. In genere, dato che rincasava molto tardi, noi dormivamo già, ma io mi svegliavo sempre quando si apriva la porta e un raggio di luce filtrava dal corridoio. A volte, fingevo di essere addormentato per vedere cosa avrebbe fatto, ma lui seguiva immancabilmente la sua procedura. Passava da un letto all'altro, ci rimboccava le coperte, ci accarezzava dolcemente i capelli, poi ci guardava per un istante, prima di darci il bacio sulla guancia. A quell'ora aveva l'aria stanca  e i suoi baffi sembravano carta vetrata. Odorava di dopobarba e di fumo di sigaretta, e a bassa voce diceva a ognuno di noi: "Ti voglio bene". Solo allora la mia giornata era completa. Appagato e tranquillo, non mi svegliavo più tutta la notte."

"Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla." Micah si girò verso di me. Anche se era buio, capii che era colpito.
(...) "Mi è sempre piaciuto questo brano. Mi ricorda la storia delle impronte... sai, quella in cui Dio cammina con l'uomo sulla spiaggia. Nel cielo scorrono le scene della vita dell'uomo e, mentre riappaiono le immagini dei giorni più difficili, lui vede sulla sabbia solo una fila di impronte. Non perchè Dio lo abbia abbandonato nel momento del bisogno, ma perchè lo ha portato in spalla."
Micah rimase zitto per un istante. "Perciò non credi che ci abbai abbandonato?"
"No", risposi. "E non penso che voglia che tu lo abbandoni".

"Le lezioni che ho imparato dai miei sono ancora dentro di me. Sono più severo di loro nell'educazione dei figli, ma spesso mi sorprendo a dire o fare le stesse cose. La mamma, per esempio, era sempre allegra quando rincasava dal lavoro; io cerco di imitarla, mentre esco dallo studio dopo che ho finito di scrivere. Papà ascoltava attentamente quando gli esponevo un problema, per aiutarmi a trovare una soluzione da solo; io provo a fare così con i miei figli. La sera, quando vado a dargli la buonanotte, mi faccio raccontare tre cose belle che i fratelli hanno fatto per loro. E più spesso di quanto credevo possibile, mi ritrovo ad affermare: E' la tua vita, oppure Nessuno ha mai detto che la vita sia giusta e Ciò che desideri e ciò che ottieni in genere sono due cose del tutto diverse. Dopo aver pronunciato quelle frasi, mi giro e cerco di nascondere il sorriso, chiedendomi che cosa penserebbero i miei genitori."

"Spesso mi chiedono come mai io e mio fratello siamo tanto attaccati. La ragione è semplice; dev'essere così. Non è stata solo la perdita dei nostri cari ad avvicinarci; siamo sempre stati affiatati, fin da piccoli. Ci teniamo in contatto non perchè dobbiamo farlo, ma perchè lo desideriamo. Non ci vogliamo solo bene, ma ci piaciamo. Noi non abbiamo più litigato da quando eravamo bambini e, assieme a mai moglie, mio fratello è il mio migliore amico. E se lo chiedeste a lui, vi darebbe la medesima risposta."

"Atterrammo a Dulles e passammo la dogana. Come il resto del gruppo, ci saremmo separati. (...) Ci girammo l'uno di fronte all'altro per salutarci, e guardando Micah, il primo pensiero che mi attraversò la testa fu che poteva essere l'ultima volta che lo vedevo. Lo so, è un pensiero triste, ma sincero. Siamo già rimasti scottati tre volte, ed è naturale che mi venga in mente un'idea del genere quando lo saluto.
"E' stato molto bello", commentai. "Come avevi detto tu, un viaggio fenomenale."
"Il migliore della mia vita", confermò. Posò la valigia a terra e sorrise. "Ti faccio uno squillo quando sono arrivato a casa."
"Direi."
Ci abbracciammo con impeto e restammo stretti l'un l'altro per un lungo momento, senza curarci della gente che ci circondava.
"Ti voglio bene,fratellino", mormorò.
Io strinsi gli occhi.
"Anch'io, Micah".

Nicholas Sparks - Quando ho aperto gli occhi

          

"Il tempo aiuta a dimenticare e regala sempre una seconda occasione. Ma aprirsi all'amore significa rendersi vulnerabili."

"Qualcuno mi ha regalato un cucciolo, realizzò. Incollata all'interno della scatola c'era una busta. Mentre la staccava, riconobbe la calligrafia e si bloccò. No, pensò, non è possibile...
(...) con dita tremanti estrasse la lettera. Il suo sguardo cadde sulle parole scritte nell'angolo in alto a sinistra.
Mia cara Jules,
se stai leggendo questa lettera, vuol dire che me ne sono già andato. Non so da quanto tempo, ma spero che tu sia stata capace di cominciare a guarire. Certo, sono consapevole che, se fossi nei tuoi panni, soffrirei moltissimo, però ti ho sempre considerato la più forte tra noi due. Ti ho regalato un cane, come puoi vedere. (...) Credo di aver sempre saputo, in fondo, che non ce l'avrei fatta. Non volevo pensarci, però, perchè mi tormentava l'idea che tu non avresti avuto vicino nessuno che potesse aiutarti a superare il dolore. Soffrivo all'idea di lasciarti completamente sola e così, non sapendo che altro fare, ho preso accordi perchè ti portassero a casa un cucciolo. (...) Spero davvero che tu stia meglio. Da quando mi sono ammalato, questa è stata la mia preoccupazione fissa. Ti amo, Jules, davvero. Incontrarti ha fatto di me la persona più fortunata del mondo. E ora nel mio cuore desidero solo la tua felicità. Quindi, fammi questo piacere. Fallo per me. Sii felice di nuovo. Trova qualcuno che ti renda felice. All'inizio potrà essere difficile, e magari penserai che sia impossibile, ma vorrei che ci provassi. Il mondo s'illumina quando tu sorridi. E non preoccuparti. Dovunque io sia, veglierò su di te. Sarò il tuo angelo custode, amore mio. Potrai sempre contare su di me, io ti proteggerò.
Ti amo, Jim"

"C'erano belle donne dappertutto, pensò guardandola assorto. C'erano alcune che facevano girare la testa agli uomini anche se erano in dolce compagnia, altre che potevano evitare una multa con un semplice  battito di ciglia dopo essere state fermate per eccesso di velocità.
E poi c'era Julie.
Molti l'avrebbero definita "carina". Aveva qualche difetto, è naturale... il naso all'insù, un po' troppe lentiggini, i capelli ribelli, ma mentre la osservava scendere i gradini, con l'abito leggero che le svolazzava intorno alla lieve brezza di tarda primavera, capì che non aveva mai visto nessuna più bella di lei."

"Julie venne di nuovo colpita dal pensiero che loro due erano stati grandi amici per anni. Valeva la pena di rischiare di rovinare quell'amicizia? Non ne era troppo sicura. E baciare Mike sarebbe stato come baciare un fratello? Non sapeva nemmeno quello. Ma come un giocatore davanti a una slot-machine, animato dalla speranza che il tiro successivo possa cambiare la sua vita, scacciò i dubbi e partì all'attacco. Si avvicinò, gli prese la mano e lo attirò a sè, tanto da sentire il suo corpo contro il proprio. Poi lo guardò, piegando leggermente la testa. Mike finalmente capì che cosa stava per succedere, ma era ancora incredulo mentre chinava il capo socchiudendo gli occhi. (...)
Perso nel loro tenero bacio, sapeva una cosa sola con certezza: nel momento in cui le loro labbra erano entrate in contatto, si era sentito attraversare da una scossa elettrica che lo aveva convinto che quell'emozione sarebbe durata per sempre."

"La fissò intensamente mentre parlava e per diverso tempo rimasero a guardarsi in silenzio. (...) Si fermò davanti a lei, poi alzò una mano e gliela avvicinò al viso con il palmo aperto, come per chiedere il permesso di andare avanti. Mike sembrava riempire la stanza intera con la sua presenza.
Fu in quell'istante che Julie capì di amarlo.
Lui la guardò come se le leggesse nel pensiero e lei si abbandonò alle emozioni. Appoggiò il viso alla sua mano,  chiuse gli occhi e interiorizzò la carezza. Quando Mike fece un altro passo, sentì il suo petto contro si sè e il calore delle sue braccia che la stringevano. Poi la baciò. Dapprima fu un tocco lieve, come lo spostamento d'aria causato dal battito d'ali di un usignolo, ma divenne sempre più intenso. (...) "Ti amo", sussurrò.
La camera sembrava fatta solo di ombre e dell'eco delle sue parole. Julie sospirò.
"On, Mike", disse sentendo il suo respiro sulla pelle. "Anch'io ti amo".


(...) "Sono stato irresistibile, vero?"
"Si, assolutamente." Gli accarezzò una guancia. "Ti amo, sai."
"Si, lo so."
Lo spinse via scherzosamente. "E io che volevo essere seria almeno una volta, tanto per cambiare", protestò. Il minimo che tu possa fare è dirmi che mi ami."
"Ancora? Quante volte vuoi che te lo dica?"
"Quante volte vuoi dirmelo?"
Mike la guardò, poi le prese la mano e le baciò le dita a una a una. "Se fosse per me", rispose, "te lo ripeterei ogni giorno per il resto della mia vita."

(...) "Una notte, sognò Singer con Jim. Camminavano insieme in un campo, dandole la schiena, e lei correva per cercare di raggiungerli. In sogno, li chiamava e loro si fermavano voltandosi a guardarla. Jim sorrideva; Singer abbaiava. Avrebbe voluto avvicinarsi, ma non riusciva a muoversi. Loro la guardavano con la testa inclinata nello stesso modo, la stessa espressione negli occhi, lo stesso alone di luce alle spalle. Poi Jim mise una mano sul dorso di Singer, che di nuovo abbaiò felice come per dirle che era giusto così. Invece di andarle incontro, si erano voltati di nuovo e lei li aveva guardati allontanarsi, mentre le loro sagome a poco a poco si fondevano in una sola.
E il mattino dopo, quando si svegliò, Julie prese la foto di Singer che teneva sul comodino. Soffriva ancora guardandola, ma non le veniva più da piangere. Dietro alla cornice c'era la lettera scritta da Jim. La sfilò e la lesse di nuovo, soffermandosi sulle ultime righe.
E non preoccuparti. Dovunque io sia, veglierò su di te. Sarò il tuo angelo custode, amore mio. Potrai sempre contare su di me, io ti proteggerò.
Alzò lo sguardo al cielo fuori dalla finestra, con gli occhi umidi di commozione.
Sì, pensò, lo hai fatto."

Nicholas Sparks - Ricordati di guardare la luna

       
 

"Non hai idea di quanto siano stati importanti per me questi ultimi giorni", cominciai. "Incontrarti è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata". Esitai di nuovo. "Ti amo", mormorai infine.
Avevo sempre creduto che mi sarebbe stato difficile dirlo, invece non fu così. Dentro di me ero tranquillo e sicuro, e sebbene in fondo sperassi di sentire le stesse parole da Savannah, l'importante era che io avesse dell'amore da dare, incondizionatamente.
(...) "Avresti mai immaginato una cosa del genere?" mi chiese. "Io e te insieme?"
"No."
"Mi spaventa un po'."
Provai un tuffo al cuore e all'improvviso compresi che lei non provava i miei stessi sentimenti.
"Non devi ricambiarmi", affermai. "Non volevo..."
"Si, ma non hai capito", mi interruppe. "Non mi spaventa tanto la tua dichiarazione, quanto il fatto che volevo dirtelo anch'io. Ti amo, John."
Ancora adesso, non so bene come accadde. Un attimo prima stavamo parlando, e quello dopo lei si chinava su di me. Per una frazione di secondo mi domandai se, baciandola, avrei spezzato l'incantesimo tra noi, ma era troppo tardi per tornare indietro. E quando le nostre labbra si incontrarono, fui certo che avrei potuto vivere cent'anni e visitare tutti i paesi del mondo, ma che niente avrebbe eguagliato l'intensità di quell'istante in cui baciavo per la prima volta la ragazza dei miei sogni pensando che il nostro amore sarebbe durato per sempre."

"Caro John,
ho così tanto da dirti, che non so da dove cominciare. Potrei iniziare dicendo che ti amo? Oppure che i giorni passati in tua compagnia sono stati i più felici della mia vita? O che, nel breve tempo in cui ci siamo frequentati, ho capito che eravamo fatti l'uno per l'altro? E' tutto vero, ma rileggendo le mie parole riesco solo a pensare che vorrei essere con te adesso, tenendoti per mano mentre osservi il tuo buffo sorriso.
So che in futuro rivirò migliaia di volte le nostre giornate insieme. Udrò la tua risalta e vedrò il tuo viso e sentirò le tue braccia che mi stringono. Mi mancheranno tutte queste cose, più di quanto tu possa immaginare. (...) è in questo modo che voglio ricordare il tempo che abbiamo condiviso: come una luce bianca e pura, quasi accecante.
Il tuo pensiero mi accompagnerà ogni giorno. Anche se ho il timore che arrivi un momento in cui i tuoi sentimenti cambieranno, e piano piano comincerai a dimenticarti di noi. Ecco allora la mia proposta. Ovunque sarai e qualsiasi cosa stia accadendo nella tua vita, tutte le volte che ci sarà la luna piena -come la sera del nostro primo incontro- tu cercala nel cielo. E mentre la guardi, pensa a me e alla nostra magica settimana, perchè dovunque sarò e qualunque cosa mi stia succedendo, io farò lo stesso. Se non potremo stare insieme, almeno avremo questo a unirci, e forse così il nostro legame durerà per sempre.
Ti amo, John Tyree, e cercherò di farti restare fedele alla tua promessa. Se tornerai, ti sposerò. Se invece verrai meno alla promessa, mi spezzerai il cuore.
Mi manchi già. Savannah"

(...) "Quando penso a te, non posso fare a meno di sorridere, perchè sento che mi hai completato. Ti amo, non solo adesso, ma per sempre e sogno il giorno in cui mi abbraccerai di nuovo. (...) E per finire, grazie per la fotografia. Devo confessarti che ho pianto quando l'ho guardata. Non perchè mi abbia rattristato, ma perchè mi ha fatto troppo felice. Mi ha ricordato che sei la cosa migliore che mi sia mai capitata."

"Quando l'aereo atterrò, il cuore mi batteva in gola per la trepidazione. Non sapevo come comportarmi. (...) Inizialmente non la individuai, ma a una seconda occhiata la scorsi sulla sinistra e mi resi conto che tutte le mie preoccupazioni erano inutili perchè, appena mi riconobbe, si precipitò verso di me a rotta di collo. (...) Il bacio che seguì mi proiettò in un regno incantato, con tanto di linguaggio e di geografia speciali, miti favolosi ed eterne meraviglie. Quando si staccò da me mormorando "Mi sei mancato", fu come se all'improvviso mi sentissi di nuovo intero dopo aver passato un anno tagliato in due."

"Le baciai il collo e le spalle e sentii il suo fiato nell'orecchio. Il contatto della sua pelle con la mia era come un fuoco, e poi cominciammo a fare l'amore.
Fu esattamente come avevo sognato, e alla fine l'abbraccia forte, cercando di imprimere nella memoria ogni singolo istante, ogni emozione. Nel buio le sussurrai quanto l'amavo."

 

"John, io mi sono innamorata di te, ma soprattutto, incontrandoti, ho compreso cosa sia l'amore vero. Nei due anni e mezzo appena trascorsi ho guardato ogni mese la luna piena, rammentando tutti i momenti che abbiamo passato insieme. Ricordo che, la sera in cui parlammo per la prima volta, mi sembrò di conoscerti da una vita, e ripenso spesso alla notte in cui abbiamo fatto l'amore. Sono felice che ci siamo dati l'un l'altra in quel modo. Per me, significa che le nostre anime saranno unite per sempre. E poi, quando chiudo gli occhi, vedo il tuo viso; quando cammino, mi sembra di sentire la tua mano nella mia. Sono cose ancora reali per me, ma se un tempo mi recavano conforto, ora mi provocano sofferenza. (...) Nel tempo trascorso insieme hai conquistato un posto speciale nel mio cuore, dove nessuno potrà  mai sostituirti. Sei un eroe e un gentiluomo, sei gentile e sincero, e soprattutto sei il primo uomo che io abbia amato sul serio. E qualunque cosa ci riservi  il futuro, lo resterai sempre e la mia vita sarà migliore per questo.
Con infinito rimpianto. Savannah"

"Allora questo è un addio?"
"Si", dissi, voltandomi a guardarla. "Credo di sì." (...)
Le lacrime le scendevano copiose e anch'io mi sentivo gli occhi umidi. Mi sporsi in avanti e la baciai con dolcezza sulle labbra, poi l'abbracciai e la strinsi forte a me.
"Ti amo, Savannah, ti amerò sempre", mormorai. "Sei la cosa più bella che mi sia mai accaduta. Sei stata la mia migliore amica e la mia amante, e mi è piaciuto ogni momento che abbiamo trascorso insieme. Mi hai fatto sentire di nuovo vivo. Sarai sempre la parte migliore di me. Ma ora, anche se mi spiace che sia così, io devo partire e tu devi andare da tuo marito."
Mentre parlavo, il suo corpo era scosso dai singhiozzi e continuai a tenerla stretta per un po'. Quando ci separammo, pensai che quella era l'ultima volta che la toccavo.
Indietreggiai, gli occhi fissi nei suoi.
"Anch'io ti amo, John", disse.
"Addio." Alzai una mano in segno di saluto."

 

(...) "Volevo che fossero felici. Che lei fosse felice. E da quanto ho visto oggi, è così. Sono venuto qui perchè avevo bisogno di sapere che ho fatto la scelta giusta, vendendo le monete per aiutare Tim a curarsi, e decidendo di non mettermi più in contatto con lei. (...) Tim mi aveva detto che amare significa avere a cuore la felicità dell'altro più della propria, per quanto ciò comporti delle scelte dolorose. Ero uscito dalla sua camera d'ospedale convinto che avesse ragione. Ma fare la cosa giusta non è stato facile. Ancora oggi ho la sensazione che manchi qualcosa per rentere la mia vita completa. So che i sentimenti per Savannah resteranno immutabili e che continuerò per sempre a interrogarmi sulla decisione presa. (...)
Rimango seduto a guardare la fattoria mentre cala la sera. E' la prima notte di luna piena e presto per me torneranno i ricordi. Trattengo il respiro, mentre la luna comincia a spuntare lentamente dietro le montagne, tngendo l'orizzonte di un alone lentigginoso. Gli alberi diventano d'argento e, sebbene io non veda l'ora di immergermi in quei ricordi dolceamari, mi volto di nuovo verso il ranch. Per un lungo tempo aspetto invano. La luna continua la sua ascesa nel firmamento e a una a una le luci nella casa si spengono. Mi ritrovo a fissare ansiosamente la porta d'ingresso, sperando nell'impossibile. So che non succederà, ma resto in attesa. Respiro profondamente, come per attirarla fuori.
E quando la vedo uscire, provo un brivido alla schiena. Si ferma sui gradini della veranda e gira lo sguardo nella mia direzione. Resto paralizzato senza motivo...  so che non può scorgermi. La osservo dall'alto mentre si chiude piano la porta alle spalle. Poi scende i gradini e si ferma in mezzo all'aia.
Incrocia le braccia sul petto, lanciando un'occhiata alle sue spalle per essere sicura che nessuno la segua. Alla fine, sembra rilassarsi. E poi, come se stessi assistendo a un miracolo, la vedo alzare lentamente la testa verso la luna. La guardo dissetarsi di quella vista, avverto la marea di ricordi che la sommerge e desidero disperatamente farle sapere che ci sono anch'io. Invece, resto dove sono e guardo a mia volta la luna. E per un fugace istante, ho l'impressione che siamo ancora insieme."

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